sabato 28 gennaio 2012

Sistema colore NCS


Il Sistema di colore NCS (Natural Color System) è un sistema cromatico di tipo percettivo proprietario pubblicato dall’Istituto Scandinavo dei Colori di Stoccolma (1950) in grado di definire oltre 10 milioni di colori.


Questo sistema è basto su sei colori identificati come fondamentali dall’occhio umano: il bianco (W), il nero (S), il giallo (Y), il rosso (R), il blu (B) e il verde (G). La notazione NCS si basa sul confronto fra un colore e i sei colori fondamentali. Lo Spazio del Colore NCS è descrivibile con un modello 3D dalla forma di un doppio cono dal quale derivano due modelli 2D, che ne rappresentano le sezioni: il Cerchio dei Colori NCS e il Triangolo dei Colori NCS.

Sistema colore Munsell


Ho concluso lo scorso articolo parlando del colore rappresentato da codici o stringhe alfanumeriche, o meglio, da numeri in base 16 o numeri esadecimali: il principio che sta alla base di tutto consiste nel prendere tre attributi e descrivere il colore in relazione a questi attributi. Oggi, come nei prossimi articoli, vi illustro qualche esempio.

Cominciamo col Sistema di colore Munsell, che definisce tre attributi di colore: H (hue = tonalità), C (chroma = saturazione) e V (value = luminosità) e descrive 1488 colori.















Modello RGB


Nel precedente articolo, ho spiegato le differenze tra spazio RGB e spazio CMYK. Ora vediamo cosa caratterizza il modello RGB.

La necessità di definire uno standard descrittivo del colore, indipendente dalle caratteristiche dei dispositivi di visualizzazione o di stampa basato sul concetto di Osservatore Standard, ha portato alla definizione di diversi livelli cromatici.

Il modello RGB è definito mediante le intensità dei tre primari rosso verde e blu associati ad un sistema di coordinate cartesiane, che individuano uno spazio di riferimento dalla forma di un cubo di lato unitario.


L’esistenza di dispositivi dalle differenti performance e la necessità di realizzare, in taluni casi, prodotti con un numero limitato di colori hanno indotto la necessità di standardizzare un certo numero di colori, al fine di garantirne la riproducibilità, indipendentemente dalle caratteristiche dell’hardware.